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バブルへGO!
Già il titolo (evvai con la bolla! -intesa come il periodo magico degli anni 80 di Tokyo) fa capire che non è un film impegnato o artistico ma si tratta di intrattenimento nostalgico/disilluso.. La storia è questa: una scienziata crea una macchina del tempo modificando una lavatrice. Il primo uso che viene in mente al pool del ministero delle finanze giapponese è spedire la inventrice e sua figlia indietro di 17 anni (nel 1990) per cambiare la politica economica dell’epoca ed evitare il crack economico dovuto alle speculazioni del mercato immobiliare. Comincia così una storia di fantascienza ironica, piena di gag e di product placement. Molti spunti sono divertenti, e gran parte delle scene mira a descrivere ed enfatizzare i cambiamenti del paese in quasi due decadi. La protagonista, una ragazza di 22 anni figlia della donna che ha elaborato la lavatrice, si trova prima sconvolta dal fiume di soldi che circola tra le persone dei favolosi anni 80, dal trucco pesante delle ragazze, dai gioielli vistosi, dagli strizzatissimi vestitini delle donne nelle “disco”. La trama sbraca presto verso il drammone familiare con rivelazioni un po’ da telenovela, riferimenti culturali che abbracciano due decenni della storia televisiva nipponica, gag abbastanza riuscite, altro product placement, gran finale con scazzottate e lotta coreografica che non si prende troppo sul serio. Nel complesso due ore di rilassato divertimento in cui la capacità di raccontare la differenza fra due epoche, anche nei loro lati superficiali o marginali, mi hanno fatto pensare che in Italia c’è. Niente ci mette di fronte ai cambiamenti che abbiamo subito negli ultimi decenni. Forse dobbiamoscadere nel pecoreccio troppo spinto vanziniano o dall’altra parte la pesantezza di certi registi impegnati che si danno troppa importanza.



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