ぬれた月
道見せたから
帰って寝た
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titolo in fase di ricerca
ぬれた月
道見せたから
帰って寝た
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目黒から根津、暖かい夜
駅の中で初夏の空気
電車
周りの人
野球の話したり、雑誌読んだり、友達と話したり
心はまだ週末にあるけど、体はもう仕事場へ向かっている。
近所、駅。
半分しか咲いてない紫陽花、緑
蚊取り線香の臭い 懐かしい夏のにおい。
今日僕も蚊取り線香買ってよかった。
Gentile dottor professor Hasegawa,
vorrei sottoporre alla Vostra attenzione il caso di uno studente di cui sono venuto a conoscenza. Detto studente ha -lo so di per certo- svolto più di metà esame di lingua giapponese annerendo delle caselle a caso, in base al disegno che ne veniva fuori. bene, lo stesso studente ha impunemente conseguito un punteggio sufficiente a fregiarsi del titolo di “promosso”. Non so, ditemelo Voi…


Lunedì sera siamo andati a vedere il bondage. Shibari. Una ragazza legata in vari modi, appesa al soffitto, corde, nodi. Suona strano, lo so, dopo la pizza con gli amici uno spettacolo in cui si vede un corpo di donna. Bellissimo. Ma l’erotismo da avanspettacolo, la pruderie da poveri era lontana anni luce. Niente di volgare, niente di sgraziato o penoso. movimenti perfetti, forse anche arte, per quel che può significare. .

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バブルへGO!
Già il titolo (evvai con la bolla! -intesa come il periodo magico degli anni 80 di Tokyo) fa capire che non è un film impegnato o artistico ma si tratta di intrattenimento nostalgico/disilluso.. La storia è questa: una scienziata crea una macchina del tempo modificando una lavatrice. Il primo uso che viene in mente al pool del ministero delle finanze giapponese è spedire la inventrice e sua figlia indietro di 17 anni (nel 1990) per cambiare la politica economica dell’epoca ed evitare il crack economico dovuto alle speculazioni del mercato immobiliare. Comincia così una storia di fantascienza ironica, piena di gag e di product placement. Molti spunti sono divertenti, e gran parte delle scene mira a descrivere ed enfatizzare i cambiamenti del paese in quasi due decadi. La protagonista, una ragazza di 22 anni figlia della donna che ha elaborato la lavatrice, si trova prima sconvolta dal fiume di soldi che circola tra le persone dei favolosi anni 80, dal trucco pesante delle ragazze, dai gioielli vistosi, dagli strizzatissimi vestitini delle donne nelle “disco”. La trama sbraca presto verso il drammone familiare con rivelazioni un po’ da telenovela, riferimenti culturali che abbracciano due decenni della storia televisiva nipponica, gag abbastanza riuscite, altro product placement, gran finale con scazzottate e lotta coreografica che non si prende troppo sul serio. Nel complesso due ore di rilassato divertimento in cui la capacità di raccontare la differenza fra due epoche, anche nei loro lati superficiali o marginali, mi hanno fatto pensare che in Italia c’è. Niente ci mette di fronte ai cambiamenti che abbiamo subito negli ultimi decenni. Forse dobbiamoscadere nel pecoreccio troppo spinto vanziniano o dall’altra parte la pesantezza di certi registi impegnati che si danno troppa importanza.
Si chiama yuzu. Sembra un mandarino ma il profumo fa ricordare i bergamotti. Quei frutti che crescevano nel giardino di fronte alla scuola elementare. A cosa servivano? Forse a niente, ma il profumo inebriava.
Lo yuzu giapponese non si mangia come un normale agrume, gli spicchi sono aspri e amari al tempo stesso, e i semi enormi. La sua grandiosità è nella buccia. In Corea ne fanno una marmellata dolce da sciogliere nell’acqua bollente, bere prima di dormire. Nel Giappone occidentale la macinano e la aggiungono ad altre spezie per farne un condimento acidulo e delizioso. In questa stagione mi ritrovo a comprare frutti di yuzu dal verduraio per il solo piacere di possederli, lasciarli esalare la loro freschezza nella mia stanza. Si usa anche nella vasca da bagno, per profumare l’acqua bollente. E’ una spezia per le persone, lo yuzu.

Alla cerimonia di passaggio alla maggiore età tutte le ragazze indossano il kimono. Furisode, per la precisione, che significa maniche svolazzanti.
Il passaggio ai 20 anni significa che si è adulti, si possono fumare le sigarette, si possono bere alcolici. Per questo motivo molti ragazzi lo fanno spudoratamente, con gesti ancora incerti ma spavaldi. Il grande raduno del 14 gennaio unisce tutti quelli che arrivano ai venti entro l’anno, io sono stato invitato a quello di Yokohama. La caratteristica tipica di questa città portuale è che i giovani aspiranti malavitosi, gli yanki, scatenano delle risse tra di loro o coinvolgendo la polizia. Che spesso si fa malmenare, senza arresti o denunzie. Tanto si diventa grandi solo una volta nella vita.

l’unica musica che valga la pena ascoltare.
Luogo di riproduzione: angolo pescheria dei supermercati.
Metodo di riproduzione: mangianastri.
Accompagnamento musicale: selezione basi Bontempi-merengue.
Testo in traduzione approssimativa ma che rende:
“Un prodotto che il mare ci dona, piace proprio a tutti, il jakoten di Uwajima,
Dal pesce appena pescato, una delizia che ha il sapore di Uwajima”
Metrica: a casaccio.
Finale: troncato, da attaccare in loops anche di giorni interi per lavoratori e clienti.
Prodotto imposto: una polpetta di pesce macinato, il jakoten.
Luogo di produzione: Uwajima, Ehime, isola dello Shikoku.
La musica: eccola.